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Una Fortezza in Forma di Città

"Una fortezza in forma di città", così Ilario Principe ha definito Alghero. Nata come piazzaforte militare, Alghero nel corso della sua storia si è identificata con le sue mura, tanto che i cambiamenti più significativi della città hanno trovato corrispondenza nella modificazioni del suo sistema difensivo. Ancora oggi, nonostante la loro parziale demolizione, le mura continuano ad essere un luogo forte, emblematico dell'identità del popolo algherese.
Sappiamo che le mura costruite dai genovesi nel XIII secolo vengono trovate in pessime condizioni dai catalani che occupano la città a partire dal 1354 e che per questo motivo vengono restaurate, pur mantenendo lo stesso tracciato.
Della prima cortina muraria, quella genovese-catalana, rimangono solo alcune tracce mentre le fortificazioni oggi visibili sono frutto della volontà di Ferdinando il Cattolico che nel 1500 ordina di dare "altra forma" alle strutture difensive, ormai in condizioni di degrado tali da non garantire più la protezione della città. Parimenti a quanto avveniva in numerose altre città italiane ed europee, anche ad Alghero si assiste alla realizzazione di un progetto di adeguamento del sistema difensivo alle nuove tecniche di assedio che prevedevano l'utilizzo delle armi da fuoco. A mura a profilo verticale scandite da torri alte e snelle si sostituiscono cortine più basse ma più massicce, caratterizzate da profilo a scarpa e interrotte da possenti torri a pianta circolare. I lavori di maggiore entità interessano la linea fortificata di terra -il cui tracciato viene probabilmente modificato nella zona sudorientale- con la costruzione dei tre Forti - della Maddalena, di Montalbano e dello Sperone - ma solo nel 1700 essa potrà dirsi compiuta con la costruzione di tre opere avanzate, i rivellini.
Di queste grandiose opere oggi sono visibili, oltre alle fortificazioni del fronte marittimo, sette torri: tra la fine dell'800 e gli inizi del '900, successivamente alla cancellazione di Alghero dal novero delle piazzeforti militari (1867), si procede alla demolizione delle cortine e delle opere avanzate del fronte di terra, decisione oggi discutibile ma che allora venne ritenuta necessaria per consentire lo sviluppo della città moderna.

 
 

Nelle foto:
Bastioni Marco Polo e Bastioni Magellano

 

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