
ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI
- CITTA' DI ALGHERO
LA STRUTTURA DEL CENTRO
Il Centro Residenziale per Anziani di Alghero
è stato realizzato dalla Regione Autonoma della Sardegna in
attuazione della Legge Regionale 3 febbraio 1953 n.I e successive
modificazioni.
A partire dalla sua inaugurazione avvenuta nel 1967 il Centro è
stato gestito da diversi Enti (Ministero dell'Interno attraverso l'A.A.I.,
Amministrazione Provinciale di Sassari, Assessorato al Lavoro della
R.A.S.).
La Legge Regionale n 25 gennaio 1988 n. 4 ha assegnato ai Comuni le
competenze e le funzioni amministrative nel settore dei Servizi Socio
Assistenziali , con riferimento anche alla gestione delle strutture
residenziali e semiresidenziali. Il regolamento di attuazione della
legge, è stato emanato con D.P.G.R. n. 12 del 14/2/1989.
Il primo Piano Socio Assistenziale emanato dalla R.A.S. ha considerato
il Centro quale presidio multizonale, che può accogliere quindi
ospiti provenienti da altri Comuni della Sardegna. Per questi ultimi
è necessario regolarizzare i rapporti con le Amministrazioni
Comunali di residenza
attraverso apposita stipula di convenzione, previa individuazione
degli standard necessari alla determinazione della misura della retta
da richiedere da parte della R.A.S. Analoga procedura va adottata
nei confronti dell'Azienda USL per quanto riguarda le prestazioni
sanitarie e
riabilitative in favore degli anziani, a seguito dell'apposito accreditamento
del Centro in R.S.A. da parte dell'Assessorato Regionale della Sanità.
Di primaria importanza è poi la costituzione dell'Unità
di Valutazione Geriatrica, gruppo multidisciplinare costituito dal
medico geriatra,
dall'infermiere professionale, dall'assistente sociale del Comune,
integrato, di volta in volta, dal tecnico della riabilitazione e dagli
specialisti eventualmente necessari per il singolo caso, quali lo
psicologo ed il fisiatra.
Come previsto dal 2° Piano Socio Assistenziale per il triennio
1998 -
2000 approvato dal Consiglio Regionale, le principali attività
dell'U.G.V. sono:
a) valutare l'autonomia funzionale dell'anziano e il suo bisogno assistenziale
in base ai gradi di non autosufficienza;
b) predisporre il relativo piano di trattamento tenuto conto anche
delle valutazioni del medico di famiglia e dei parenti dell'anziano;
c) decidere la migliore destinazione dell'anziano all'interno della
rete dei servizi (Assistenza Domiciliare Integrata, Comunità
Alloggio, Residenza Sanitaria Assistita, Casa Protetta, Day Hospital)
sulla base di revisioni periodiche del programma personalizzato, tenuto
conto della evoluzione del bisogno dell'anziano e delle proprie aspettative.
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