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FINANZIAMENTI U.E. . . . . .. . .. FONDI STRUTTURALI

Cosa sono i Fondi Strutturali

I Fondi Strutturali sono le risorse che l'UE mette a disposizione al fine di ridurre il divario economico e sociale fra le regioni più sviluppate e quelle meno sviluppate dell'Unione.
I Fondi Strutturali sono: il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale Europeo (FSE), il Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia (FEOGA) e lo Strumento Finanziario di Orientamento per la Pesca (SFOP). Il livello globale della dotazione dei Fondi Strutturali ammonta, per il periodo 2000 - 2006, a 195 Miliardi di Euro.
Le risorse finanziarie dei Fondi Strutturali devono aggiungersi agli aiuti nazionali e non sostituirli. Per questo motivo si parla sempre di COFINANZIAMENTO.


Il FESR è il più importante dei Fondi strutturali perché gestisce la maggioranza delle risorse disponibili; si prefigge di ridurre gli squilibri tra le regioni dell'UE; concede aiuti finanziari per lo sviluppo delle regioni svantaggiate; interviene negli obiettivi 1 e 2.
Il FESR finanzia investimenti produttivi a fini occupazionali, investimenti in infrastrutture, investimenti per l'istruzione e la sanità (solo nelle regioni obiettivo 1), iniziative di sostegno alle PMI mediante incentivi diretti, concessioni di garanzie, assunzioni di partecipazioni; attività di ricerca e sviluppo tecnologico, azioni a favore della tutela dell'ambiente.

Il FSE è il principale strumento della politica sociale comunitaria. Esso si propone di migliorare le possibilità di accesso e le condizioni del mercato del lavoro; mira ad eliminare le disuguaglianze sociali; interviene negli obiettivi 1, 2 e 3. Il FSE finanzia azioni a favore della formazione e della riconversione professionale; iniziative volte ad agevolare l'inserimento dei giovani inoccupati ed il reinserimento dei disoccupati; azioni di promozione delle pari opportunità sul mercato del lavoro.

Il FEOGA si compone di due sezioni: Sezione Garanzia e Sezione Orientamento. Il FEOGA "Garanzia" è gestito direttamente dall'UE per finanziare le spese della politica comune dei mercati e dei prezzi agricoli; le azioni di sviluppo rurale che accompagnano il sostegno dei mercati; le misure rurali al di fuori delle regioni obiettivo 1; le spese di alcune misure veterinarie; le azioni informative sulla PAC (Politica Agricola Comune).
Il FEOGA "Orientamento" è gestito dalle autorità nazionali e finanzia le iniziative di adeguamento delle strutture agricole, le misure atte a ristabilire l'equilibrio tra produzione e capacità dei mercati, attività di rimboschimento e miglioramento fondiario e pastorale, misure di riorganizzazione aziendale per l'ottimizzazione del rapporto costi di produzione/qualità, azioni per l'adeguamento delle strutture di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e ittici. Vengono finanziate inoltre misure di sostenimento dei redditi agrari, iniziative per l'insediamento dei giovani in strutture agrarie, attività di formazione professionale agricola e forestale, misure di ricerca e sviluppo tecnologico, l'iniziativa comunitaria LEADER.

Lo SFOP mira a promuovere lo sviluppo e la competitività del settore della pesca, si propone di valorizzare le produzioni della pesca e dell'acquacultura; finanzia azioni di assistenza tecnica e di informazione, studi ed esperienze pilota per l'adeguamento delle strutture di settore, azioni per lo sviluppo del settore.
L'azione dei Fondi Strutturali si concentra su tre obiettivi prioritari:

  • OBIETTIVO 1: Promuove lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo, riguarda il 69,7% della dotazione globale dei fondi strutturali e i 2/3 delle azioni, interessa circa il 20% della popolazione UE e attinge dal FESR, FSE, SFOP e FEOGA.
    Beneficiano dell'Obiettivo 1 le regioni corrispondenti al livello II della nomenclatura delle unità territoriali statistiche (N.U.T.S. II) ossia le regioni con un PIL pro-capite inferiore al 75% della media comunitaria, le regioni ultraperiferiche (dipartimenti francesi d'oltremare, Madera, Azzorre e Canarie), le regioni con densità di popolazione inferiore a 8 abitanti per Km², le regioni ammesse al sostegno transitorio.
  • OBIETTIVO 2: Favorisce la riconversione economica e sociale delle zone con difficoltà strutturali, riguarda l'11,5% della dotazione globale dei fondi strutturali, interessa circa il 18% della popolazione, attinge dal FESR, FSE, SFOP e FEOGA.
    Beneficiano dell'Obiettivo 2 le zone industriali in declino, le zone rurali soggette a spopolamento ed obsolescenze strutturale, le zone ammesse al sostegno transitorio, zone dipendenti dalla pesca con problemi di ristrutturazione e riconversione e quindi di occupazione.
  • OBIETTIVO 3: Favorisce l'adeguamento e l'ammodernamento delle politiche e dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione; riguarda il 12,3% della dotazione globale dei Fondi Strutturali attinge dal FSE. Beneficia dell'Obiettivo 3 tutto il territorio dell'Unione, al di fuori delle regioni ricompresse nel nuovo Obiettivo 1.

I Fondi Strutturali non finanziano interventi isolati a pioggia ma presuppongono una serie di fasi partenariali.
La prima di queste fasi è la Programmazione, che consiste nell'elaborare programmi di sviluppo pluriennali della durata di sette anni e viene realizzata mediante un processo di decisione che si divide in:
Presentazione da parte della Commissione delle priorità comunitarie per ciascun obiettivo;
Presentazione da parte dello Stato membro del Piano di Sviluppo (elaborato dal Ministero del Tesoro in collaborazione con le autorità locali e regionali, le organizzazioni economiche e le parti sociali; viene presentato alla Commissione e descrive la situazione attuale, i problemi e le potenzialità delle singole regioni, individuando nel contempo le strategie per raggiungere gli obiettivi prefissati)
Sulla base del Piano di Sviluppo la Commissione definisce il QCS (Quadro Comunitario di Sostegno). Il QCS è il documento che contiene la strategia e le priorità d'azione dei Fondi Strutturali in un determinato stato membro o in una sua Regione. E' stabilito dalla Commissione sulla base del Piano di Sviluppo ed indica per ciascun obiettivo le priorità di intervento, le forme, la durata e i mezzi finanziari previsti.
Sulla base del QCS le Autorità Nazionali definiscono i PO (Programmi Operativi). Questi, posso essere Nazionali (PON) e vengono elaborati dai Ministeri competenti per materia ovvero Regionali (POR) e vengono elaborati da ciascun Centro Regionale di Programmazione. In entrambi i casi vengono descritti gli interventi decisi dalle autorità (nazionali o regionali). Su suggerimento (o dietro assenso) della Commissione, le Autorità Nazionali (o Regionali) possono presentare in alternativa il DOCUP (Documento Unico di Programmazione).
Il Complemento di Programmazione è il documento in cui sono specificate le misure descritte nei Programmi Operativi ed indica i modi di attuazione di ogni singolo intervento e la relativa ripartizione dei Fondi Strutturali. Contiene una descrizione analitica delle singole misure di attuazione ed indica per ciascuna misura i beneficiari, gli obiettivi specifici, il piano finanziario e gli indicatori di efficienza.
La seconda fase partenariale è la Gestione. Per ogni Programma, gli Stati membri devono designare l'Autorità di Gestione responsabile dell'attuazione e dell'efficacia del programma, deve rispondere della regolarità della gestione ed esamina annualmente con la Commissione i risultati dell'anno precedente.
La terza fase partenariale è data dalla Valutazione. Questa è: Ex Ante, spetta ai responsabili della programmazione e valuta la coerenza degli obiettivi dei Piani di Sviluppo con le caratteristiche delle Regioni, la coerenza delle strategie rispetto agli obiettivi e gli effetti previsti delle azioni descritte.
La valutazione Intermedia (o In Itinere) spetta all'Autorità di Gestione in collaborazione con la Commissione ed esamina i primi risultati degli interventi, la loro coerenza con la valutazione ex ante e la corretta gestione finanziaria. La valutazione Ex Post spetta alla Commissione in collaborazione con il Ministero del Tesoro e le Autorità di Gestione. Questo tipo di valutazione serve per verificare l'impiego delle risorse, l'impatto, l'efficacia e l'efficienza degli interventi nonché la coerenza degli stessi con la valutazione ex ante.
Per ciascun Programma deve essere costituito un Comitato di Sorveglianza che, presieduto da un rappresentante dell'Autorità di Gestione ha il compito di approvare il Complemento di Programmazione e le eventuali modifiche e può modificare (con l'approvazione della Commissione) la modalità di erogazione del contributo ma non l'importo.
I Fondi Strutturali finanziano anche i Programmi di Iniziativa Comunitaria (P.I.C.)
Le Iniziative Comunitarie riguardano:

  • I settori della cooperazione trasfrontaliera, trasnazionale e interregionale volta ad incentivare uno sviluppo armonioso equilibrato e duraturo dell'insieme dello spazio comunitario (INTERREG).
  • La rivitalizzazione economica e sociale delle città e delle zone adiacenti in crisi, per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile (URBAN).
  • La promozione dello sviluppo rurale attraverso iniziative dei GAL (LEADER).
  • La lotta contro le discriminazioni e le ineguaglianze per l'accesso al mercato del lavoro (EQUAL)
 
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